Logo AICAN

Tecniche fondamentali di pagaiata canadese classica

Testo e foto di Aldo Varotto
con contributi di Flavio Mainardi

Di seguito vengono presentate le tecniche fondamentali di pagaiata in canoa canadese.
Vengono definite "tecniche fondamentali", perché si tratta di movimenti esemplificativi che servono a chiarire il meccanismo di funzionamento ed il modo di esecuzione.
Nella pratica, spesso le varie tecniche vengono alternate e mescolate con naturalezza.

Le tecniche di pagaiata vengono suddivise in tecniche di correzione, e tecniche di traslazione laterale.
Le prime servono per spingere la canoa in avanti senza farla curvare.
Le seconde servono per spostare lateralmente lo scafo.

Convenzioni

Canoista
Ci si riferisce a chi usa la canoa da solo, o a chi occupa il posto posteriore di una canoa doppia.

Lato di forza della pagaia
Il lato di forza della pagaia corrisponde alla superficie della pala che esercita sull'acqua la spinta che fa avanzare la canoa. Normalmente corrisponde alla superficie posteriiore della pagaia durante la fase di propulsione.
Alcune pagaie presentano pale asimmetriche con una superficie concava ed una convessa; in questo caso la superficie di forza corrisponde al lato concavo della pagaia.
La maggior parte delle pagaie che si utilizzano nelle canoe canadesi classiche, hanno pale perfettamente uguali sui 2 lati.
Anche in questi casi è bene saper riconoscere il lato di forza per imparare ad eseguire correttamente le manovre. Si può utilizzare il marchio del produttore (generalmente stampigliato su un solo lato), o un adesivo appositamente applicato sulla pala, per rendere ben riconoscibile il lato di forza, che durante la normale pagaiata in avanti dovrà essere rivolto verso la parte posteriore della canoa.

Rotazione del pomello in avanti.
La pagaia normalmente viene impugnata con la mano superiore che afferra il pomello con il pollice sulla superficie posteriore e rivolto verso l'esterno della canoa, e le altre 4 dita sulla superficie anteriore dell'impugnatura.
Ruotare il pomello in avanti significa ruotare la pagaia attorno all'asse che attraversa il manico per la sua lunghezza, in modo che il pollice si sposti con la punta verso la prua della canoa (il lato di forza della pagaia si gira verso l'esterno della canoa).

Rotazione del pomello indietro
Ruotare il pomello indietro significa ruotare la pagaia attorno all'asse che attraversa il manico per la sua lunghezza, in modo che il pollice si sposti con la punta verso la poppa della canoa (il lato di forza della pagaia si gira verso l'interno della canoa).

Le tecniche presentate di seguito possono essere sperimentate su una canoa doppia (le manovre di correzione solo da parte del canoista posteriore), ma per imparare, per sentire meglio l'effetto dei propri movimenti, per avere una canoa maneggevole e reattiva, è consigliabile usare la canoa da soli, e possibilmente adottare il canadian style of paddling.

La correzione

Tutti noi, fin dalle prime esperienze su di un materassino o su un canotto gonfiabile, sappiamo che spingendo con una pagaia, o con un remo, su un solo lato di un'imbarcazione, si otterrà una rotazione dello scafo dal lato opposto.
Per questa ragione, la maggior parte delle imbarcazioni utilizza remi o pagaie sui 2 lati.

Le canoe canadesi utilizzano però pagaie singole, e generalmente su un solo lato della canoa.
Questo consente di avere pagaie più corte, leggere, meno esposte al vento, che si possono utilizzare anche su scafi larghi, senza vincoli (scalmi) allo scafo, e quindi più adatte alle rapide.
Purtroppo con queste pagaie, la canoa tenderà, in alcuni momenti, a girare nella direzione opposta a quella del lato da cui si pagaia.
A questa tendenza non si riesce a rimediare nemmeno quando ci sono 2 canoisti che pagaiano sui lati opposti dello scafo.
Se un canoista pagaia a destra, presto o tardi, la canoa tenderà a girare verso sinistra, pertanto, se si vuole soltanto continuare ad andare diritti sarà, ed ancor più se si vuole girare a destra è necessario eseguire la "correzione".

Le "correzioni", sono le manovre che consentono di far girare la canoa dallo stesso lato da cui si pagaia.
Di seguito vengono descritte quelle più comunemente utilizzate.

Controremo o timonata

È la manovra di correzione più semplice da eseguire, quella che si impara ad utilizzare per prima, anche senza insegnamenti.
Va eseguita posteriormente al punto di rotazione della canoa, Più viene eseguita a poppa, tanto più risulta efficace.
Al termine della fase di propulsione della pagaiata, il pomello viere ruotato all'indietro.
In questo modo la corrente generata dall'acqua che scorre sotto la canoa, colpisce il dorso della pagaia, che funziona come un timone, e fa girare la canoa dal lato su cui si pagaia.
Notare che nella fase di correzione il pollice della mano superiore è ruotato all'indietro, il lato di forza della pala è girato verso la canoa, ed il dorso della pagaia è rivolto verso l'esterno.
La pagaia descrive nell'acqua un percorso a forma di numero "1" (questa pagaiata potrebbe essere chiamata "figure one stroke").
Durante la fase di propulsione la pala spinge con il suo lato di forza.
Durante la fase di correzione la pala spinge con il dorso.

Questa manovra è potente, e riesce a ripristinare la corretta direzione della canoa in situazioni difficili.
Purtroppo rallenta di molto la canoa, e inserisce dei tempi morti durante la pagaiata.
Per queste ragioni viene utilizzata raramente dai canoisti esperti.

Controremo

Controremo, o timonata, o "figure one stroke"

Pagaiata a "J"

È la manovra di correzione fondamentale da imparare per condurre con padronanza una canoa canadese.
La correzione viene ottenuta ruotando il pomello in avanti, perciò ruotando il lato di forza della pagaia verso l'esterno della canoa.
La spinta della correzione viene generata dal lato di forza della pagaia, che spinge l'acqua verso l'esterno della coda nella parte terminale della propulsione.
La pala descrive nell'acqua un percorso a "J"
La fase di propulsione e quella di correzione sono collegate l'una all'altra senza interruzioni.

Questa tecnica elimina i tempi morti della pagaiata, non frena l'avanzamento della canoa, e fornisce una spinta in avanti anche nella fase di correzione.

J stroke

Pagaiata a J, o più semplicemente "la" correzione

La pagaiata a "J" si ottiene combinando tra di loro 2 movimenti di rotazione, con opportuni angoli e velocità.

Il primo movimento avviene attorno ad un asse di rotazione che attraversa il manico della pagaia per la sua lungehezza.
Si ottiene girando in avanti il pomello, e serve per ruotare il lato di forza della pala verso l'esterno ed indietro.
Tanto più accentuata sarà questa rotazione, tanto maggiore la spinta laterale della pagaia, e l'effetto sterzante (ma il lato di forza deve essere indietro, mai in avanti).

Rotazione in avanti dell'impugnatura
Rotazione dell'impugnatura in avanti nella fase finale della pagaiata per eseguire il J stroke
(Il pollice al termine del movimento è rivolto verso la punta della canoa)

Il secondo movimento di rotazione (è in verità un'inclinazione del manico) avviene attorno ad un fulcro creato dalla mano inferiore che impernia il manico contro il bordo della canoa; spostando la mano superiore verso il centro della canoa, la pagaia viene inclinata lateralmente, e la lunghezza del manico crea una potente leva che consente di spingere lateralmente la canoa.

Inclinazione del manico
Inclinazione del manico verso il centro della canoa nella fase finale della pagaiata per eseguire il J stroke

I due movimenti di rotazione sono tra loro intimamente correlati:
più si vuole applicare forza con la seconda rotazione, più bisogna accentuare anche il primo movimento per aumentare "la presa" della pala sull'acqua;
maggiore è la velocità dei movimenti, minori sono gli angoli delle rotazioni.
È normale doversi esercitare per un po', perché il nostro corpo sviluppi la sensibilità per regolare con naturalezza e senza pensarci gli angoli le le velocità di movimento. È un po' come imparare ad andare in bicicletta; ad un certo punto, senza che nemmeno ci se ne accorga, la canoa comincia ad andare perfettamente dove e come vogliamo, senza fatica.

Chi cerca di imparare questa tecnica, all'inizio, spesso trova grandi difficoltà che di seguito si cercheranno di analizzare singolarmente:

Inefficacia della manovra
All'inizio si cerca di descrivere la parte terminale della "J", sollevando verso l'esterno la mano che impugna in basso il manico della pagaia.
È molto faticoso, ed estremamente poco efficace.
Lo spostamento della pala verso l'esterno deve essere ottenuto con la mano che impugna il pomello, che viene spostata verso il centro della canoa, modificando la direzione del manico della pagaia da una posizione grossolanamente verticale della fase di propulsione, ad una posizione inclinata, adatta al disimpegno della pagaia dall'acqua per la fase di recupero.
Siccome la parte inferiore del manico della pagaia, in corrispondenza della mano inferiore si appoggia al bordo della canoa e fa da fulcro, abbassando il pomello verso il centro della canoa, la pala si sposta verso l'esterno della canoa e spinge la coda della canoa in direzione opposta.

Rotazione in avanti del pomello eccessiva e dolorosa
All'inizio, spesso non si riesce ad eseguire correttamente la pagaiata a "J", e la canoa comincia a girare inesorabilmente dal lato opposto a quello su cui si pagaia.
Per riprendere la direzione voluta ci si ritrova a dover ruotare il pomello in avanti in modo eccessivo, a dover inserire delle pause indesiderate nella fase terminale della pagaiata, e si riesce ad eseguire la manovra solo quando la canoa ha raggiunto una certa velocità.
Se è questo ciò che vi succede, quasi certamente state eseguendo il "controremo" al contrario.
Cioè state eseguendo una timonata con il lato di forza della pagaia. Con un po' di attenzione vi potreste accorgere che il lato di forza della pagaia (quello con il marchio) nella fase di correzione è ruotato all'esterno ed in avanti.
La pagaiata a "J" correttamente eseguita prevede che il lato di forza della pagaia sia rivolto all'esterno ed indietro (non all'esterno ed in avanti).

Per correggere l'errore bisogna concentrarsi maggiormente sul movimento (o sulla velocità) di inclinazione del manico verso il centro della canoa.

Pagaiata canadese

È importante non confondere la pagaiata canadese con il canadian style of paddling.
La prima รจ una tecnica di movimento della pagaia, il secondo indica un modo di conduzione della canoa con lo scafo inclinato.

È un'evoluzione della pagaiata a "J".
Si tratta di raccordare la parte terminale di una pagaiata a J con la fase di recupero della pagaia che "taglia" l'acqua mentre si sfila in avanti.
È molto riposante, soprattutto nelle pagaiate su lunghe distanze.
Utilizza la fase di recupero della pagaia per eseguire la correzione.
Lasciando la pagaia in acqua nella gran parte della fase di recupero, si evita di sollevare il peso della pala (che galleggia).
Qualcuno potrebbe sorridere al pensiero sulla necessità evitare di sollevare un peso così esiguo come quello della pagaia, ma basta ricordarsi che anche il sollevamento inutile di 100 grammi, per migliaia di volte, equivale al sollevamento inutile di quintali, al termine di una giornata in canoa.

Pagaiata canadese

Pagaiata canadese

Pagaiata indiana, o da caccia

Serve per spostarsi nel modo più silenzioso possibile, per evitare i rumori del gocciolamento della pagaia nell'acqua, e quelli prodotti dall'immersione della pagaia.
Si utilizza in specchi di acqua calma per potersi avvicinare agli animali senza disturbarli.

Si esegue senza mai sfilare la pagaia dall'acqua.
Terminata la fase di propulsione e di correzione a J, la pala viene fatta scorrere in avanti di taglio nell'acqua parallela al bordo della canoa, e nel frattempo la mano superiore viene ruotata sul lato opposto del pomello, prima di ricominciare la fase di propulsione:
Ad ogni colpo di pagaia il lato di forza ed il dorso della pagaia si invertono, e la pala descrive nell'acqua un percorso circolare.

Pagaiata indiana

Pagaiata indiana.

Traslazioni laterali

Gli spostamenti laterali sono estremamente utili con le canoe canadesi aperte.
Sono particolarmente efficaci quando vengolo eseguiti con la canoa inclinata.
Sono molto utili quando si discendono fiumi con rapide ed ostacoli. Permettono di spostarsi sulla corrella "linea d'acqua", senza esporre la fiancata della canoa ad urti contro le rocce, o a pericolose ondate.

Quando le trazioni laterali vengono eseguite in corrispondenza della parte centrale della canoa, spostano effettivanente la canoa di lato.
Se vengono eseguite nella parte anteriore o posteriore della canoa, sono delle manovre molto efficaci nel far girare la canoa.

Aggancio (draw)

Serve a "tirare" la canoa verso il lato da cui si pagaia.

Se la canoa si sta muovendo in avanti, basta tenere la pagaia verticale nell'acqua, con il lato di forza della pala rivolto in avanti e verso la canoa.
La mano che impunga il pomello ha il pollice rivolto posteriormente e verso la canoa.

Se la canoa non si sta muovendo rispetto all'acqua, bisogna eseguire un movimento in 2 tempi:
Nella prima fase si avvicina la pagaia alla canoa con la pala parallela alla canoa.
Nella seconda fase si allontana la pagaia dalla canoa mettendo al pala perpendicolare alla direzione della canoa.
(movimento tira, taglia, tira, taglia, tira...)
Alcuni canoisti eseguono questa manovra vincolando il manico al bordo della canoa con il pollice, ed utilizzando la mano superiore per orientare la pala ed eseguire un movimento a leva ripetuto.

Scarto (pry)

Serve ad "allontanare" la canoa dal lato da cui si pagaia.
Crea una leva molto potente, e se eseguito in modo inappropriato, può facilmente farvi perdere l'equilibrio, o addirittura proiettarvi in acqua in un istante.

Se la canoa si sta muovendo in avanti, basta tenere la pagaia verticale nell'acqua, con il dorso della pala rivolto in avanti e verso l'esterno della canoa.
La mano che impunga il pomello ha il pollice rivolto posteriormente e verso l'esterno.

Se la canoa non si sta muovendo rispetto all'acqua, bisogna eseguire un movimento in 2 tempi:
Nella prima fase si allontana la pagaia dalla canoa con la pala parallela alla canoa.
Nella seconda fase si riavvicina la pagaia alla canoa mettendo al pala perpendicolare alla direzione della canoa.
(movimento spingi, taglia, spingi, taglia, spingi...)
Alcuni canoisti eseguono questa manovra vincolando il manico al bordo della canoa con il pollice, ed utilizzando la mano superiore per orientare la pala ed eseguire un movimento a leva ripetuto.


Traslazioni laterali con scarti e richiami.

Pagaiata ad "8" (figure eight stroke)

Consente di ottenere uno spostamento laterale con un movimento continuo, fluido e che si può prolungare a proprio piacimento.

Questo tipo di pagaiata funziona in modo simile alle pale dell'elica dei motoscafi.
La pagaia viene spostata in avanti ed indietro, mantenendo la pala inclinata di circa 45° rispetto alla direzione di movimento.
Mentre l'elica di un motoscafo gira sempre nella stessa direzione e quindi può mantenere costante l'inclinazione delle pale, la pagaia cambia direzione di movimento spostandosi alternativamente avanti ed indietro, pertanto l'angolo della pala nell'acqua va modificato ogni volta che si inverte la direzione di movimento.
Durante le variazioni dell'angolo di incidenza della pala nell'acqua, tende ancha a modificarsi la distanza della pagaia dal bordo della canoa, descrivendo nell'acqua un percorso a forma di "8". Per questa ragione nei paesi anglosassoni questa pagaiata viene chiamata "figure eight stroke".

Pagaiata ad otto

Traslazioni laterali con pagaiata ad 8

Pagaiate nella pratica

Nella pratica, le diverse tecniche di pagaiata vengono combinate tra loro con naturalezza per ottenere l'effetto desiderato sulla canoa.
Agganci e scarti, ad esempio, se eseguiti a prua o a poppa, possono provocare rotazioni strette della canoa.


Rotazione della canoa dal lato di pagaiata.


Rotazione della canoa dal lato opposto a quello di pagaiata.

Testo, foto e video di Aldo Varotto
con contributi di Flavio Mainardi


Inizio della pagina Indice dei manuali
Home page