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Raduno sul fiume Vara (SP)

Il 01-02/11/2008, una piccola delegazione dell'AICAN ha partecipato al raduno di canoa sul fiume Vara.

Il tempo ci ha graziato, e per l'occasione abbiamo goduto di 2 splendide giornate di bel tempo, in un periodo in cui l'Italia settentrionale veniva tormentata da interminabili giorni di pioggia.
La valle in cui si è svolto il raduno è piuttosto fonda, ma luminosa, e tutt'altro che monotona.
Il decorso del fiume è piuttosto tortuoso, e si snoda attorno a piccoli borghi arroccati sulla cima delle colline.
Alterna punti ripidi e movimentati a tratti di acqua calma.
Il panorama era abbellito dai colori caldi rossi e gialli delle foglie della vegetazione autunnale, da alcune rovine di vecchi ponti in pietra, e da un ponte di corde sospeso.
L'acqua era limpida, e molto meno fredda del previsto.

Per me si trattava della prima discesa con una canadese aperta su questo fiume, che avevo già percorso soltanto una volta, moltissimi anni fa, in occasione di una gara di discesa.
Sapendo che avremmo affrontato, rapide ed acqua mossa, dopo aver sentito i racconti di altri kayakisti, dopo aver saputo che in molti erano finiti a nuoto, dopo che ci avavano raccontato di gommoni da rafting trattenuti nel "buco" lungo il percorso, ci siamo preparati opportunamente.
Corde da lancio su entrambe le punte, galleggianti per la canoa, robusta pagaia a pala corta e bordo inferiore rinforzato in alluminio, muta, giacca d'acqua, pantaloni impermeabili, salvagente, coltello, ecc.
Siamo partiti con quella strana sensazione che spesso si prova quando si affronta una sfida attraente ma dall'esito incerto, a metà tra l'eccitazione, e l'apprensione per come sarebbe andata, tra la felicità di trovarsi in un posto così bello, e la curiosità di vedere come sarebbe stato più avanti.
E queste sensazioni si rinnovavano ogni volta che il fiume aumentava la pendenza, prendeva velocità in curva contro le rocce, o scompariva nella vegetazione dopo un cambio dui direzione.

Traghetto
Il "buco" del Vara
Sul buco
Traghetti
(Foto di Max Milani -Canoa Club Milano-)

Il risultato è stato entusismante.
La mia canoa si muoveva agile e leggera, senza urtare le rocce.
Superava agevolmente senza imbarcare acqua anche difficoltà impensabili.
Siamo partiti con il timore di di scendere insieme a qualcuno che ci potesse soccorrere in caso di difficoltà, ed invece ci siamo trovati noi ad aiutare numerosi canoisti a nuoto, che erano bardati come per un'impresa di canoa estrema.
Nei passaggi più impegnativi venivamo accolti dai complimenti e dai commenti stupiti dei Kayak.

Il bilancio del week end è senz'altro molto positivo.
Si torna a casa gratificati da molte emozioni, e con quel lieve e sano indolenzimento muscolare diffuso, che ti indica di aver fatto lavorare il tuo corpo al giusto livello di sforzo, quello che ti consente di ottenere la migliore prestazione senza farsi del male, quello che ti tonifica, quello che serve a ricordarti nei giorni immediatamente successivi le esperienze del week-end appena trascorso.
Peccato solo che le mie figlie, non sapendo esattamente a cosa sarebbero andate incontro, abbiano rinunciato alla discesa in canoa, sarebbero tornate con entusiasmo probabilmente superiore al mio.

Aldo Varotto


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