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Discesa del Velino (10/07/2011).

Testo di Giampiero Russo

Riprendiamo la discesa del Velino da Montisola di Contigliano, nello stesso punto dove l'avevamo interrotta lo scorso 4 gugno a causa violento nubifragio.
Ci ritroviamo in 5, io e Marcello in canadese (il solito impagabile pentolone in poitilene), Andrea Ricci con il piccolo Luca su fiammante kayak gonfiabile, e Bruno Diaco su vetusto ma sempre valido kayak fluviale.

Espletate le rituali formalità logistiche scendiamo in acqua.
All'imbarco Sisto, l'anziano contadino (conosciuto in occasione del di cui sopra nubifragio) ci saluta con genuina cordialità.

Il fiume questa volta ha uno strano colore marrone/giallognolo a causa delle abbondanti piogge cadute il giorno prima che ne hanno alzato il livello e velocizzato la corrente.
Memori dei blocchi incontrati nel tratto a monte ci aspettiamo di trovarne altri, e procediamo con una certa cautela.

Studiando il percorso su Google ho visto che sulla riva opposta c'è la "riserva naturale dei laghi Lungo e Ripasottile" ci affacciamo quindi sulla campagna sovrastante la riva destra e infatti incontriamo l'impianto di sollevamento idrovoro del lago di Ripasottile che si intravede in lontananza.

Doverosa premessa

La piana reatina, dove scorre il fiume Velino, occupa l'alveo dell'antico lacus Velinus che fino al III° secolo a.c., non subì variazioni;
si dovrebbe al Console Manio Curio Dentato la bonifica della Conca Reatina, mediante scavi nella località Marmore, per favorire il deflusso delle acque del lago nel sottostante alveo del Nera (formando la cascata delle Marmore).
In pratica fu così che l'antico Lacus Velinus si ritirò, molte terre emersero e le acque si ridussero agli specchi d'acqua che corrisponderebbero al lago di Piediluco, di Ventina, Ripasottile, Lungo, Fogliano ed altri minori.
Le fonti storiche, da Strabone al buon Granacci, ci rimandano poi alle acque cristalline delle sorgenti di S. Susanna che alimentono l'acquifero della zona.

Dopo la breve escursione a terra riprendiamo la discesa.
Il fiume è più largo, la portata è evidentemente aumentata, gli alberi caduti sull'alveo non riescono ad ostruire completamente il fiume.
La navigazione procede tranquilla, un sipario naturale dominato dal verde, nelle sue tonalità, salici, pioppi, ontani, un paesaggio discreta e gentile, austeri casali e magioni patrizie, borghi pittoreschi e "francescani".
Unica nota stonata gli interventi di "manutenzione" delle sponde (taglio degli alberi) che stanno facendo tabula rasa per un lungo tratto delle fiume.

Ci fermiamo al ponte di Colli al Velino, in un grazioso chiosco sperduto nella campagna;
birra e panini , conditi con racconti di fiumi e canoe, quand'ecco arrivare un mastodontico SUV con sopra un moderno kayak fluviale che inevitabilemnte attrae la nostra attenzione, ne scende salutandoci con toscano vigore, Alessandro Manetti, coorganizzatore del Raduno dei Briganti sui fiumi del sud, fresco reduce da una discesa alle vicine Marmore.
Cogliamo quindi l'insperata occasione per discettare sulla apertura alle canoe canadesi del raduno medesimo , e giuvvia altri racconti e storie.

Dopo il caffè ci imponiamo di riprendere la navigazione, nonostante una latente ed incoffessabile voglia di pennichella.
In quest'ultimo tratto il fiume rallenta e si fà lago, giunto ormai nei pressi di Piediluco.

Allo sbarco incontriamo Simone Tramontana del CC Valnerina Adventure di Scheggino che stà provando una fiammante canoa polinesiana appena acquistata.
Andrea non resiste e chiede di provarla riuscendo ad azzardare qualche pagaiata prima di finire a bagno.

Ormai è tardi e quindi rimandiamo la prevista escursione sul lago che merita una giornata piena.
Per finire, visita ed aperitivo al grazioso paesino di Piediluco.

Prossimo appuntamento il 17 luglio al raduno di canadese sul Nera da Scheggino ad Arrone

Testo di Giampiero Russo


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