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Un giorno da Leoni...
Mha!! facciamo due da orsacchiotto.

Testo di Massimiliano Martinelli
Foto di Giorgio Priori

Nei primi giorni di febbraio, finalmente riusciamo a trovare uno spiraglio di tempo, tra i vari impegni lavorativi e con un breve giro di telefonate, mettiamo su un bel gruppetto.
L'intento è di fare una due giorni in fiume, Giorgio e Marco Priori di Roma , immancabili partecipanti al raduno di Barrea, sono alla loro prima discesa fluviale in Italia, hanno disceso in passato, solo alcuni tratti facili dello Yukon ed anche per loro l'emozione e l'aspettativa è alta.
L'Appuntamento è a Barrea in Abruzzo, presso la Base nautica dell'Outdoor Center Gole del Sangro.
Qui carichiamo le canoe per la discesa, ci raggiungono più tardi, nei pressi di Montaquila, Marcello Marcantonini da Perugia e Michele Bonucci da Spoleto.

Dopo varie proposte decidiamo di scendere un tratto già noto del Volturno, in modo da dare l'adeguata assistenza ai neo canoisti.
I due ragazzini di Roma, neo canoisti, superano di gran lunga il metro e novanta di altezza e non vi parlo del peso, per non incorrere in problemi di privacy, questo per evidenziare la difficoltà ad organizzare equipaggi, adeguatamente bilanciati in canoa.
Al termine, definiamo così le formazioni: Giorgio Priori e Michele sulla Sistema Plast, Il sottoscritto con Marco Priori sulla Prospector Esquif e Marcello Marcantonini sulla Vertige Esquif.

Gruppo in partenza da Scontrone
Partenza da Scontrone

Volturno

L'imbarco avviene in ora tarda e questo penalizzerà in parte la discesa.
In questi giorni di freddo ancora intenso e neve sui monti, il fiume non ha ancora una grossa portata, e purtroppo ciò ci costringe a fare qualche trasbordo in più.
La discesa comincia con tranquillità, le varie rapide vengono affrontate con calma finché il ritardo accumulato nei trasbordi, ci impone un ritmo più serrato, una raschiera, ci fa fare delle manovre non proprio corrette, sbandando la canoa, e spingendoci contro dei rami laterali a pelo d'acqua, tanto da farci fare un bagno non previsto.

Verso la fine della discesa il sole è oramai calato e sebbene il tutto assuma un fascino particolarissimo e quasi misterioso, con le sponde circondate da grandi alberi, e lingue di bruma che ci circondano, le difficoltà aumentano a causa della scarsa visibilità.
Anche il freddo, soprattutto per noi che eravamo bagnati, comincia a farsi sentire.
Le manovre di sbarco vengono fatte con estrema attenzione al buio, con l'ausilio di qualche luce frontale, anche il piccolo canale laterale, viene affrontato con cautela. Dopo un passaggio forzato con le canoe tra la vegetazione, eccoci fuori, in prossimità delle auto.

Questa prima tappa, conclusasi in condizioni di luce scarsissima, ci fa percepire ancora una volta, l'importanza di non trascurare mai, i tempi causati dagli imprevisti durante una discesa, sebbene la stessa sia nota agli equipaggi.
Questo tratto del Volturno con Imbarco a Montaquila e sbarco nei pressi dell'Oasi Le Mortine, rimane uno dei tratti più interessanti per la canadese.
L'acqua pulita e di colore azzurro, lungo tutto il percorso, rendono la discesa decisamente gradevole.

Sbarco notturno
Sbarco notturno dopo la discesa del Volturno.

Dopo la consueta cena a Scontrone , paese in cui ha sede l'Aican, presso la Nota trattoria La Foce, prendiamo i contatti con il mitico Gianni Russo con il quale ci incontreremo all'indomani mattina a Subbiaco con l'intento di scendere l'Aniene.

Aniene

Il giorno tre febbraio eccoci tutti radunati sulla sponda sinistra dell' Aniene, in prossimità del ponte Marano Equo.
Qui gli equipaggi sono gli stessi del giorno precedente, in più con l'inserimento di Gianni, in solitaria, con la sua Canoa della Sistema Plast.

Il fiume si snoda in un percorso abbastanza facile, anche se la presenza di qualche tronco e qualche colino impongono un po' di attenzione, un piccolo trasbordo consente il superamento di uno sbarramento di tronchi, scavalcabile anche direttamente nell' alveo del fiume, ma prestando molta attenzione, se si utilizzano canoe di grosse dimensioni.
Purtroppo, diversi rifiuti adornano indecorosamente, l'ambiente circostante, evidenziando una maggiore presenza umana, rispetto al fiume del giorno prima.
Nonostante tutto, le acque di questo tratto alto dell'Aniene, sono comunque pulite e meritano sicuramente una maggiore attenzione, da parte delle autorità locali, già impegnate a favore dell'attività canoistica a Subbiaco.

Gruppo
Foto dei partecipanti alla discesa.
Pronti a partire
Pronti a partire.
Fiume
Fiume Aniene
Alcuni tratti del fiume Aniene

A fine giornata, siamo tutti contenti e soddisfatti, anche se stanchi dei numerosi trasbordi fatti in questi due giorni.
Ci riuniamo per una breve riflessione sulle future attività dell'Aican.
Ancora una volta ci rendiamo conto dell'importanza di condividere con gli amici, tutte le esperienze fatte sui fiumi. Il miglior modo, per poter diffondere e tenere viva la nostra passione.
Fino a pochi anni fa, era veramente difficile riuscire ad avere contatti con altri amanti della canoa canadese, a causa della mancanza di comunicazione e di aggregazione fra i gruppi.
Oggi, molti di noi, sono pronti all'istante a mollare tutto e a trascorrere giorni intensi come questi.
Il mio impegno è che giorni così, possano essere sempre più frequenti e che le distanze che ci separano, possano essere sempre affrontate con entusiasmo, per vivere insieme, la nostra passione.

Testo di Massimiliano Martinelli
Foto di Giorgio Priori


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